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​Sono una illustratrice e textile storyteller. Mi occupo di progettare e realizzare narrazioni

visive su superfici tessili.


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11/10/2017, 20:00

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Siamo-tonalità-di-colori-in-continuo-cambiamento


 Lo studio del colore è tra gli argomenti più interessanti e affascinanti della storia. Ora vi spiegherò perché...



Lo studio del colore è tra gli argomenti più interessanti e affascinanti della storia. Oggi però non voglio parlarvi dello studio del colore, né della sua teoria ideata da Newton (che trovate in un mio vecchio articolo che vi invito a leggere - ecco qui il link: https://www.mariachiaradinuzzo.com/#!/THE-BLOG?art=5), bensì di quanto fascino ci sia dietro i colori.

Esistono una miriade di colori, e di questi solo il 70% circa della popolazione riesce a vederli tutti. Ogni colore è così importante perché è unico, ha una sua personalità e trasmette un certo messaggio che va ad influenzare i nostri stati emotivi (si pensi alla cromoterapia). Sareste concordi con me nel sostenere che respiriamo colori ovunque? Ma se dicessi addirittura che noi stessi siamo colori? Mi spiego meglio: immaginate per un attimo di essere un colore, che colore sareste? 

Il passionale rosso o il diplomatico blu? E che tonalità di blu? 

Ecco, anche se noi ci identificassimo in un colore, qualunque esso sia, è facile capire che durante la nostra vita non saremmo mai solo quel colore: le occasioni, le circostanze e le persone faranno sì che in alcuni momenti saremmo un pò blu, in altri ci sentiremmo più gialli, in altri estroversi e dominatori come il rosso. Perciò, se i colori sono come le emozioni, non ci sono colori sbagliati o colori giusti. Tuttavia se è vero che non tutti i colori sono armonici accostati insieme, altrettanto vero è che le persone stesse faticano ad esserlo per incompatibilità caratteriale. 

Con questo vorrei semplicemente condividere la riflessione che ho elaborato: il colore supera i pregiudizi, il razzismo e perfino le religioni. Questo perché se noi l’"altro" (il "diverso da noi") lo vediamo come un colore, e noi stessi ci sentiamo un colore (soggetto a metamorfosi nel tempo) diventa tutto più semplice. Non potremmo accusarlo di essere "troppo rosso" o "poco viola", perché anche noi in occasioni e situazioni differenti potremmo esserlo. Sentirsi una tonalità di colore, tra centinaia di tonalità di quello stesso colore, ci renderà empatici e un pò più simili, ma allo stesso tempo diversi. In una parola: unici.
04/10/2017, 20:00

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La-comunicazione-artistica
La-comunicazione-artistica
La-comunicazione-artistica


 Quando andavo a scuola si chiamava "educazione artistica", ma in realtà ritengo che non si possa essere "educati" all’arte, perché noi siamo arte e comunichiamo tramite l’arte fin dall’antichità



Fin dall’antichità, l’uomo ha sempre avuto bisogno di comunicare, e la forma più arcaica di comunicazione era quella figurativa. Anche i bambini esprimono situazioni e parlano di sé e degli altri mediante i disegni. L’illustrazione, perciò, è parte della nostra storia e della nostra evoluzione, e ancora oggi, per diletto si disegna o ci si rilassa colorando dei mandala. 
Quando ero piccola a scuola nel programma c’era "educazione artistica" oggi non so come si chiama, ma a me piace chiamarla "comunicazione artistica", la trovo indubbiamente più coerente con quello che si propone di fare.

Credo che chi decide di comunicare tramite il linguaggio dell’arte, ha una responsabilità verso gli altri altissima. Questo perché non solo comunica ai suoi contemporanei, ma anche ai suoi posteri.

La comunicazione visiva, è la più potente forma di comunicazione esistente, è un pò come parlare del linguaggio non verbale vs il linguaggio verbale. Infatti, come un atteggiamento del corpo è più potente di ciò che stiamo dicendo in quel momento, così un’immagine lo è più di dieci righe di testo.

La comunicazione visivo-artistica può essere ovunque, perchè essendo trasversale, ha molteplici canali in cui sfociare. Quando studiavo all’università la storia del tessuto, ricordo che mi stupii tantissimo scoprendo che i tessuti in tempo di guerra erano propagandistici al pari dei classici manifesti e delle locandine. Un’esempio di questo sono i due tessuti che trovate in fondo all’articolo: il primo è un taffetà stampato di Manlio Rho datato intorno al 1935-1940 dove si vede la svastica alternarsi alla bandiera del regno d’Italia e il secondo tessuto è un omaggio al duce, in cannetillé ad uso cravatteria del 1939 [fonti: le due foto sono tratte dal Catalogo "SETA il Novecento a Como" Fondazione Antonio Ratti, Silvana Editoriale, 2001].

Se dunque l’arte è, nelle sue diverse forme, comunicazione e se questa comunicazione è talmente potente da manifestarsi trasversalmente attraverso diversi canali e in diverse forme (si pensi ai tessuti) allora, credo che la domanda che ogni illustratore, o meglio "comunicatore visivo" deve porsi è: cosa voglio comunicare? quali valori desidero condividere con l’altro? 

Cosa ne pensate? Aspetto i vostri commenti!


20/09/2017, 20:00

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Esporre-le-tue-opere-a-Milano.-Come-fare?


 Come ogni artista, anch’io desidero raggiungere una buona visibilità grazie a mostre ed eventi. Ma come fare? Vi racconterò tutto nel mio nuovo articolo :)



Dopo una lunga pausa estiva di relax, ma non troppo (infatti mi sono dedicata a diversi progetti che ho in corso :) non vedo l’ora di potervene parlare!) sono tornata in vostra compagnia come ogni mercoledì! 

Oggi ho una novità da raccontarvi! Ebbene, dopo tanto lavoro posso dirvi che giovedì 21 settembre avrò il piacere di esporre delle mie opere durante un evento organizzato dal Bar Magenta di Milano (fermata M1 Cadorna) in occasione della Fashion week milanese. Saranno esposte solo per quella sera, quindi vi invito a venirci a trovare! Sarà una serata entusiasmante e super cool!

Tra l’altro il Bar Magenta, non è un semplice bar, ma una vera e propria istituzione a Milano, pensate che vanta una storia di 100 anni e il suo stile Art Decò è stato fonte di ispirazione per artisti, registi e musicisti. Al suo interno, infatti hanno esposto pittori, suonato band emergenti ed è stato anche set cinematografico di alcuni importanti film tra cui "Asso" con Adriano Celentano nel 1981.

Non vi dico neanche che gioia provo per questo evento. Ecco perché voglio fare un passo indietro con voi e parlarvi di come ci si può arrivare a questo, in modo tale che possa essere di aiuto anche per altri artisti emergenti che vogliano farsi conoscere.

Sebbene un evento di questo genere non duri più di un calar del sole, tutto il lavoro che c’è dietro è ben più sostanzioso e impegnativo. Ecco 8 mosse per essere inseriti in un evento:

1 Mappare il territorio
Se siete degli artisti e volete esporre delle vostre opere, la prima cosa da fare è munirsi di agenda, tempo e una connessione wifi ed iniziare a cercare su internet tutti i locali della vostra città dove vi piacerebbe esporre. Scrivete lo stile del locale, gli orari, la posizione, come raggiungerlo, chi sono i proprietari, se organizza eventi, ecc. Siate scrupolosi e attenti, non affidatevi alla vostra memoria, ma scrivete tutto ciò che potrebbe essere interessante sapere su quel locale (al ventiquattresimo locale potreste dimenticare quel dettaglio importante). 

Perlustrazione
Ora non vi resta che andare di persona nel locale, e chiedere di poter parlare con il proprietario (o con il suo gestore). Il mio consiglio è quello di anticipare la questione e prendere appuntamento, ciò risulterà più professionale e vi darà il tempo necessario per prepararvi all’incontro.

3 L’incontro
All’appuntamento portate con voi un vostro book con dei lavori, in modo da poter mostrare all’interlocutore ciò che fate. Attenzione, non portate quadri o lavori ingombranti, spesso dall’altra parte c’è una persona che ha poco tempo e non sa neanche se gli interesserete, perciò vi consiglio di racchiudere tutte le vostre opere in un formato A4 facile da visionare e trasportare. Discutete a lungo e chiedete quante più cose possibili, è importante capire se dall’altra parte c’è un reale interesse e se, soprattutto, il proprietario ha già realizzato degli eventi oppure no. Concludete l’incontro lasciando un vostro biglietto da visita, non temete, non passa mai di moda.

4 L’occasione
Il momento migliore per organizzare un evento è inserirlo in un evento ben più grande, e che mobiliti tutta la città; questo garantirà un’affluenza maggiore e perciò per voi maggiore visibilità. Generalmente, soprattutto a Milano i locali sanno organizzare e gestire eventi anche molto complessi, e spesso questi combaciano con manifestazioni importanti (come il salone del mobile, la fashion week, ..). Vi sarà proposto di esporre in occasione di un evento particolare oppure, potete proporlo voi al gestore del locale. Scegliete eventi che siano in linea con il vostro stile: non c’è occasione migliore per avere una concentrazione specifica del vostro target nello stesso momento. Vi faccio un esempio, se mi occupo di illustrazioni di moda, di sicuro non parteciperò alla fiera del fungo di Borgotaro.

5 Gli spazi
Una volta concordato il giorno e l’occasione in cui si farà l’evento, sarà forse necessario tornare nel locale e analizzare gli spazi, la grandezza delle opere che si vogliono esporre, il quantitativo, dove collocarle, le attrezzature, l’lluminazione e tutto il resto. 

6  Pubblicità
Non basta organizzare un evento (o partecipare ad un evento organizzato, come nel mio caso) sarà necessario e fondamentale pubblicizzarlo. Puoi creare le migliori opere, il gestore può organizzare il miglior happy hour, ma se non viene comunicato rimarrà fine a se stesso. Perciò, sarà importantissimo renderlo noto sui social, sul proprio sito internet e in tutti i vostri canali online e offline. Un buon sistema è quello di creare un evento su facebook e sponsorizzare post sulla vostra pagina, in modo da raggiungere il vostro target.

7 Gli imprevisti
Anche se preparerete tutto alla perfezione, potrà capitare che si presenti qualche imprevisto. Niente paura, è normalissimo che il gancetto si spezzi o che un quadro si graffi, l’importante è mantenere il controllo e saper gestire ogni imprevisto. Pensate che la prossima volta andrà sicuramente meglio.

8 Godetevi la serata
Una volta che la fatidica sera dell’evento è arrivata: godetevela. Divertitevi e sorridete. 

Spero di esservi stata in qualche modo di aiuto e se avete voglia di farmi domande, o di esporre con me in qualche evento, non esitate a contattarmi! Spero di potervi salutare personalmente giovedì 21 e vi invito a visitare la pagina Facebook del Bar Magenta, dove troverete l’intero programma della serata :) a presto!


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