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​Sono una illustratrice e textile storyteller. Mi occupo di progettare e realizzare narrazioni

visive su superfici tessili.


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09/08/2017, 20:00

#disegno #arte #smartphone #cellulare #mariachiaradinuzzo #blog #me #esperimento



Conosci-davvero-ciò-che-ti-circonda?


 Ecco il terzo insegnamento che ho appreso da illustratrice, grazie alla pratica quotidiana del disegno! Quanto conosciamo davvero bene chi ci sta intorno? Oggi lancio anche una piccola sfida: l’esperimento del cellulare ;)



Tante volte siamo convinti di conoscere veramente bene glioggetti che ci circondano, un pò come a volte siamo convinti di conoscere lepersone che frequentiamo. Ma è davvero così? 

Un potente insegnamento ci vieneofferto studiando il disegno e soprattutto praticandolo quotidianamente. Per capire davvero se conosciamo un oggetto e sappiamoesattamente com’è fatto, l’esercizio più semplice è quello di prendere unoggetto a noi caro (ad esempio il nostro smartphone) osservarlo attentamente per3 minuti e poi allontanarlo dal nostro tavolo da disegno, in modo tale da nonpoterlo vedere più. Vi consiglierei di portarlo proprio in un’altra stanzadella casa per allontanare la tentazione e soprattutto per non correre allaprima notifica che vi arriva ;) 

Ora con un foglio di carta semplicissimo (quelli per lastampante andranno benissimo), una matita e dei colori, iniziate a disegnarlo.Cercando di ricordare ogni dettaglio, ogni superficie.. e sicuramente ognigraffio. ;)Prendetevi tutto il tempo necessario, e quando sentite diaver finito riprendete il cellulare in mano e confrontatelo con il disegnofatto poco prima. 

Lo scopo dell’esercizio, non è quello di avere un disegnoiperrealistico o perfetto; bensì quello di mettervi alla prova su quantoricordate di quel determinato oggetto. Un mio amico, dopo aver terminato econfrontato il disegno con il suo cellulare mi disse "è impressionante come nonricordavo tanti piccoli particolari pur tenendolo sempre in mano". 

Questo esercizio personalmente lo faccio con regolaritàcostante, soprattutto quando voglio allenare la mia memoria, e mi fa sempresorridere come a volte pensiamo di conoscere le cose e le persone intorno a noie poi ci stupiamo sempre di non saperne abbastanza.

Cosa ne pensate? Fatemi sapere se concordate con me e inviatemi i vostri disegni del cellulare e li pubblicherò sul mio profilo instagram!
02/08/2017, 20:00

disegno, metodi di disegno, tecnica di disegno, disegnatore, studio dei volumi, disegno, disegnatrice,



1-disegno,-2-metodi-differenti-di-rappresentarlo,-3-ore-per-completarlo


 Esistono due metodi per iniziare un disegno che ho definito "libero" e "strutturato". Siete curiosi di sapere di cosa si tratta??



Se avete deciso cosa disegnare, sia che il soggetto sia davanti a voi, sia che si tratti di un’immagine cartacea, ci sono due modi per approcciarsi alla sua raffigurazione: il primo è "libero" e il secondo è "strutturato".

Il metodo che definisco libero è quando si parte a disegnare  il soggetto in maniera appunto "libera". In questo caso, si sceglie un elemento e si iniziano a tracciare e a disegnare tutti i particolari, fino a completare la scena e concludere il disegno. 

 Il secondo metodo, implica una conoscenza dei volumi, infatti, qui il disegnatore inizierà prima di tutto a studiare e gestire i volumi all’interno del suo foglio da disegno e poi da lì, andrà a definire gli elementi che compongono la scena e solo in seguito passerà a definirne i dettagli.

Qual’è il metodo giusto?

Non esiste un metodo corretto per la buona riuscita dell’opera (anche perché dipende da cosa state disegnando), ma posso dire che il secondo metodo è il migliore per imparare a disegnare, nonché per limitare il rischio di errore. Certo, è il più noioso. Immaginate di dover tirare una serie di linee prospettiche prima di iniziare a disegnare il vostro paesaggio, ciò richiede tempo (ritagliatevi tre ore per assicurarvi di fare qualcosa di carino), attenzione e tanta pazienza (perché non è detto che il disegno risulti subito prospettico). Tuttavia, questo metodo è la strada maestra per imparare correttamente a disegnare. Questo metodo, che non è disegno tecnico, lo consiglio davvero a tutti perché migliora la nostra capacità di osservare e ci permette di schizzare, senza spendere troppe energie (come nell’altro metodo) per scoprire a lavoro finito che il disegno non è corretto.

E voi come iniziate un disegno?? Che metodo seguite? Sono curiosa di saperlo! Scrivetemi nei commenti! Nel frattempo vi allego qui sotto uno schizzo velocissimo  in cui mostro i due metodi di lavoro ;)
26/07/2017, 20:00

sogno, fallimento, cassetto, arte,illustratrice, moda, fashion, successo, societ,



Sogni-“da-cassetto”-o-sogni-“da-scrivania”?


 Ritengo che ci siano due tipologie di sogni: quelli da “cassetto” ai quali pensiamo prima di andare a dormire e quelli da “scrivania” che coltiviamo giorno per giorno. E tu, che sogno hai?



L’espressione"il mio sogno nel cassetto" non mi è mai piaciuta. Non so voi, ma personalmentenel cassetto ci metto tutto ciò che uso con meno frequenza o magari che èbrutto da lasciare in vista quando vengono a trovarci gli amici a casa. 
Nei cassettisi mettono gli straccetti per la cucina o quell’orribile soprammobile che tihanno regalato e che tiri fuori solo quando ti vengono a trovare i proprietaridell’impresentabile gift. Poi ci sono cassetti e cassetti, ma generalmente neposso individuare 3 tipologie: 

 1- cassettiche apri una volta al giorno 
 2- cassetti delleoccasioni 
 3- cassettideposito 

 I cassettiche apri una volta al giorno, sono quelli che contengono utensilerie varie ocomunque oggetti di cui non puoi fare a meno quotidianamente. I "cassetti delleoccasioni" sono, invece, quelli che apri quando ti si è rotto il bagno e devi prendere iltuo kit ikea per riparare il guasto in attesa che arrivi l’idraulico; oppuresono quei cassetti che apri quando arriva una bolletta o devi controllarequalche documento (in alternativa puoi avere anche uno scaffale della libreria). 

Infine, ci sono i "cassetti deposito" quelli dove accumuliamo tutto ciò che nonsappiamo dove mettere e che non vogliamo vedere davanti. Generalmente questocassetto è molto importante, perché tante volte è un cassetto di "passaggio". Infattidepositiamo quello che non vogliamo buttare, ma tante volte lo step successivoè trasferire il suo contenuto in cantina, e quello finale è buttarlo nellaspazzatura.

Ahdimenticavo, volendo possiamo aggiungere anche un altro cassetto quello deiricordi. Qui mettiamo foto, album, lettere e diari scolastici..e sappiamo che prima opoi riguarderemo quelle foto e leggeremo quelle lettere. 

Alla luce ditutto ciò, dove andreste a collocare il vostro sogno

Magari fapaura metterlo come un soprammobile in salotto, perché sarebbe sotto gli occhie il giudizio di tutti. È lì fermo che ci guarda. È una presa di posizione, eciò comporta che se dovessimo fallire, tale fallimento sarebbe alla luce delsole. Quindi sarebbe meglio metterlo nel cassetto del quotidiano? Quello cheapri tutti i giorni, un po come il cassetto delle posate: che tu sia a casa perpranzo, o per colazione, lo dovrai comunque aprire una volta al giorno. Ma nondimentichiamo che è un cassetto di comodo, ci si mette ciò che è utile, non ciòche è bello. Le cose veramente belle amiamo mostrarle. 

Quali altricassetti rimangono? 

Tutto questoper dire cosa? 

Purtroppoviviamo in una società in cui il fallimento pesa più del successo. Immaginatedi vincere 20 euro alla tombola di natale. Come vi sentite? E ora, immaginateche vi rubino il portafoglio con 20 euro dentro. Come vi sentite? Sembreràstrano, ma quei venti euro non avranno per voi lo stesso valore e questo èstato anche dimostrato in alcuni esperimenti psicologici. 

Ilfallimento pesa davvero tanto nella nostra società in cui tutti ostentano bellezza,benessere e successo. Perciò, qual’è la soluzione per non fallire? 

NON FARE,non provare. 

Non provarea definire degli obiettivi, comporta il non doversi impegnare per raggiungerli,e perciò non dover incorrere nel fallimento e nel giudizio altrui. 

Ma alloradove lo mettiamo il nostro sogno? Il sogno dovrebbe essere come un post-it,dovremmo tenerlo sempre visibile sulla scrivania o attaccato al computer.

Nelcassetto dobbiamo mettere gli strumenti che ci servono per realizzarlo. Nelcassetto ci tengo i colori, ma il mio disegno è nella testa. Tuttidovremmo avere un sogno ben preciso nella testa e farlo diventare un "sogno dascrivania" da portare avanti giorno per giorno. Una frase che amo è "nessun vento è propizio per chi non è diretto innessun porto" e l’augurio che vi faccio è quello di trovare il vostro "porto"e di raggiungerlo godendovi il paesaggio.


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